sicurezza


Ogni manciata di minuti qualcuno muore a causa di incidenti sul lavoro.

Ogni anno centinaia di migliaia di lavoratori rimangano vittime di infortuni sul lavoro, molti altri sono costretti a richiedere permessi per malattia a causa dello stress, dell’eccessivo carico di lavoro, di disturbi muscoloscheletrici o di altre patologie legate all'’attività lavorativa.

Gli infortuni e le malattie, oltre a generare costi in termini di disagio umano a carico dei lavoratori e delle loro famiglie, non solo riducono la produttività delle aziende, ma incidono anche in maniera rilevante sulle risorse dei sistemi sanitari.

La valutazione dei rischi è fondamentale per una gestione efficace della sicurezza e della salute e può essere considerata la chiave di volta per limitare gli infortuni legati all’attività lavorativa e le malattie professionali.

Se svolta in maniera corretta non solo migliora la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro, ma anche accresce il rendimento dell’azienda.

 

La valutazione dei rischi consiste in un esame sistematico di tutti gli aspetti dell’attività lavorativa, volto a stabilire:

 

v  cosa può provocare lesioni o danni;

v  se sia possibile eliminare tali pericoli;

v  e, nel caso in cui ciò non sia possibile, quale misure di prevenzione e protezione devono essere messe in atto per controllare i rischi.

 

I risultati di una completa e adeguata valutazione dei rischi sono fondamentali per pianificare una corretta gestione.


La valutazione del rischio, inteso come probabilità che si verifichi un evento dannoso conseguente all'esposizione ad un pericolo, è l'insieme delle complesse operazioni che devono essere effettuate per stimare qualsiasi esposizione ad un pericolo, in relazione alle modalità di svolgimento delle procedure lavorative.


È importante capire chiaramente, per ciascun pericolo, quali sono le persone esposte al rischio specifico; ciò può ritenersi l'unico modo per individuare e gestire al meglio tale rischio.


Questo significa suddividere i lavoratori in gruppi sulla base molto spesso della mansione specifica e procedere ad una stima dei rischi per ciascuna di esse.


Particolare attenzione deve essere prestata ai gruppi di lavoratori che possono essere maggiormente a rischio, per i quali è importante determinare in che modo possano subire danni, ossia quale tipo di infortunio o malattia può capitare loro.




        DOCUMENTO VALUTAZIONE RISCHIO CHIMICO

In numerose lavorazioni vengono utilizzati “agenti chimici” i quali hanno la capacità di provocare danni alla salute di chi li utilizza. Sostanze chimiche sono usate nella maggior parte delle aziende, per esempio nell'edilizia, autofficine, nel campo della manutenzione, nelle pulizie, nei laboratori, parrucchieri, ecc. ecc., Anche i normali saponi per lavarci le mani o i detergenti per la pulizia dei pavimenti o delle stoviglie sono considerati agenti chimici.

Il datore di lavoro di attività dove vengono usate sostanze chimiche ha l'obbligo di procedere alla valutazione del rischio chimico e di redigere il documento valutazione rischio chimico.

L’esposizione al rischio chimico può essere accidentale nel caso di sversamento, incendio o esplosione, continuativa quando il lavoratore è esposto frequentemente alla sostanza pericolosa; l’effetto lesivo può essere acuto per esposizioni a elevate dosi o cronico per esposizioni a dosi basse, ma prolungate nel tempo.

Ricordiamo che ogni prodotto, considerato agente chimico, utilizzato in azienda deve essere correlato dalla relativa " SCHEDA DI SICUREZZA" nella quale saranno riportati i comportamenti da adottare in caso di incidente.

I lavoratori classificati, a seguito della valutazione dei rischi, esposti a "rischio chimico non moderato", devono essere sottoposti a sorveglianza sanitaria preventiva e periodica.





       DOCUMENTO VALUTAZIONE RISCHIO BIOLOGICO

Il rischio biologico è il rischio causato da microrganismi presenti in azienda. Per agente biologico si intende qualsiasi microrganismo, anche organismi geneticamente modificati, colture cellulari, endoparassiti umani.

Il rischio biologico può provocare infezioni, allergie o intossicazioni. Il rischio biologico costituisce di per sé un tipo di rischio intrinseco all’attività sanitaria, al quale l’operatore sanitario, sia esso medico, infermiere, o addetto al laboratorio di analisi, può trovarsi esposto.

Tale rischio è costituito da agenti biologici che possono risultare potenziali portatori delle più svariate patologie infettive. L’operatore sanitario è infatti costantemente a contatto diretto con materiali biologici (p.e. sangue, saliva, altri fluidi biologici, aerosol respiratori) e strumenti potenzialmente infetti.

Non solo l’operatore sanitario può trovarsi esposto a tale rischio, ma anche camerieri, donne delle pulizie, alti operatori addetti alle strutture sanitarie (addetti alla lavanderia, addetti alla manutenzione, autisti delle ambulanze, ecc. di case di cura, ospedali, laboratori di analisi, ecc.).

Il datore di lavoro deve procedere all’individuazione di tutti i fattori di rischio esistenti in azienda e alle loro possibili reciproche interazioni, nonché alla valutazione della loro entità





DOCUMENTO VALUTAZIONE RISCHIO RUMORE

Nel momento in cui la salute dei lavoratori è esposta all'utilizzo di macchinari o apparecchiature rumorose o ove si presentino situazioni di lavoro rumorose quali ad esempio taglio del legno, taglio dell'alluminio, uso del martello pneumatico, lavori  stradali, lavori di edilizia, andrà effettuata una valutazione del rischio rumore per valutare il livello di esposizione di ogni lavoratore.

Ove possibile si andranno ad eliminare i rischi, utilizzando ad esempio lame circolari silenziose, dove ciò non sia possibile invece si andranno ad utilizzare dispositivi di protezione collettiva e/o dispositivi di protezione individuali ( DPI ) come ad esempio le cuffie (otoprotettori). Ricordiamo che per ogni livello di decibel ( Db ) si dovranno utilizzare cuffie specifiche e idonee alla frequenza.

Ogni DPI deve essere marchiato CE e deve essere provvisto di istruzioni per l'utilizzo. In caso di lavoratori stranieri le istruzioni dovranno essere multilingua.





       DOCUMENTO VALUTAZIONE RISCHIO VIBRAZIONI

Le vibrazioni sono oscillazioni meccaniche rispetto ad un punto di riferimento, determinate da onde di pressione che si trasmettono attraverso corpi solidi; le oscillazioni caratteristiche delle vibrazioni possono essere libere o forzate, ossia influenzate da una forza esterna come nel caso dell’utilizzo di strumenti da parte di un lavoratore.

La valutazione del rischio vibrazioni richiede di analizzare quei fenomeni che sollecitano il sistema "mano-braccio" e il sistema "corpo intero".

Per eseguire la valutazione dei rischi connessi all’utilizzazione di macchine vibranti che interessano un solo braccio o entrambe le braccia contemporaneamente (rischi vibrazioni sul sistema mano-braccio) si fa riferimento alle disposizioni delle norme UNI EN ISO 5349-1 "Vibrazioni meccaniche - Misurazione e valutazione dell’esposizione dell’uomo alle vibrazioni trasmesse alla mano - Parte 1: Requisiti generali" e UNI EN ISO 5349-2 "Vibrazioni meccaniche - Misurazione e valutazione dell’esposizione dell’uomo alle vibrazioni trasmesse alla mano - Parte 2: Guida pratica per la misurazione al posto di lavoro".

Per effettuare invece la valutazione dei rischi connessi all’utilizzo di mezzi vibranti (rischio vibrazioni sul corpo intero) si fa riferimento alle disposizioni della norma UNI ISO 2631-1 "Vibrazioni meccaniche e urti – Valutazione dell'esposizione dell'uomo alle vibrazioni trasmesse al corpo intero – Parte 1: Requisiti generali".

Anche nel caso della misurazione delle vibrazioni, come per il rumore, i valori rilevati saranno utilizzati per calcolare dei valori di esposizione che saranno quindi confrontati con i valori d'azione e limite presenti nel D.Lgs. 81/08 e s.m.i., al fine di determinare una fascia di rischio.



       VALUTAZIONE RISCHI MOVIMENTAZIONE MANUALE CARICHI


Per movimentazione manuale dei carichi si intendono le operazioni di trasporto e sostegno di un carico che richiedono uno sforzo muscolare, con possibili ripercussioni sulla colonna vertebrale, che possono provocare lombalgie, discopatie, cervicalgie e lesioni dorso lombari.

La tutela dei lavoratori nello svolgimento di attività che comportano lo sforzo fisico per la movimentazione manuale dei carichi e la valutazione dei rischi è prevista dal Titolo VI e dall’Allegato 33 del D.Lgs. 81/2008 che riprende le disposizione previste dalla UNI ISO 11228.

Per effettuare questa valutazione si ricorrono a tabelle di standard internazionali quali L'Indice di Sollevamento NIOSH (MMC). Queste ultime saranno necessarie per la stesura del documento rischi (DVR).



       DOCUMENTO VALUTAZIONE RISCHIO ATMOSFERE ESPLOSIVE


Il Titolo XI del D. Lgs. 81/08 e s.m.i. sancisce i requisiti di sicurezza per i luoghi di lavoro in cui è possibile la formazione di atmosfere esplosive.

Un’atmosfera esplosiva è “una miscela con aria, a condizioni atmosferiche, di sostanze infiammabili combustibili allo stato di gas, vapori, nebbie o polveri in cui, dopo l’accensione, la combustione si propaga all’insieme della miscela incombusta”. Gli elementi essenziali affinché avvenga l’esplosione sono:

§   il combustibile (sotto forma di gas, vapori, nebbie e/o polveri);

§   il comburente (l’ossigeno presente nell’aria in conc. del 21%)

§   l’innesco, elettrico (scintilla provocata da una scarica, etc.) oppure termico (temperature eccessive provocate da fiamme, etc.).

Il pericolo d’esplosione è strettamente legato ai materiali e alle sostanze trattate all’interno dell’ambiente lavorativo. Affinché vi sia un’esplosione non basta la presenza della miscela combustibile, ma deve aversi una concentrazione di combustibile e comburente compresa entro determinati limiti d’esplodibilita; si parla in questo caso di “percentuale minima e massima” ricavate sperimentalmente e denominate come, “Limite Inferiore d’Esplodibilita” (LEL: Lower Esplosive Limit) e “Limite Superiore d’ Esplodibilita” (UEL: Upper Esplosive Limit).

Forniamo un’attività di supporto al datore di lavoro per tutti gli obblighi a cui è sottoposto da questa normativa:

v  valutazione dei rischi d’esplosione e classificazione delle aree di rischio;

v  adozione di misure tecniche e/o organizzative al fine di prevenire la formazione di atmosfere esplosive e, laddove ciò non fosse possibile;

v  interventi che evitino l’ignizione e che possano attenuare i danni di un’esplosione in modo che sia salvaguardata la salute e la sicurezza dei lavoratori;

v  riesame delle misure tecniche/organizzative adottate, periodicamente e quando si verificano cambiamenti rilevanti;

v  elaborazione e aggiornamento del Documento di valutazione dei rischi.



       VALUTAZIONE RISCHIO INCENDIO - PIANO EMERGENZA ED EVACUAZIONE


Tra i possibili pericoli per la sicurezza dei dipendenti, la presenza di sostanze facilmente infiammabili e il conseguente rischio d’incendio rivestono un ruolo importante. A tal proposito, il D.Lgs. 81/2008 e s.m.i. stabilisce l’esigenza di valutare il rischio incendio in azienda e di predisporre un apparato permanente composto di addetti che si occupino di: ispezionare gli ambienti di lavoro, identificarne i pericoli e agire adeguatamente in caso di sviluppo di un focolaio.

Il criterio fondamentale adottato nella valutazione del rischio è quello basato sull’identificazione dei pericoli relativamente ai differenti luoghi di lavoro, nell’analisi dei fattori di rischio e nella stima delle possibili conseguenze.

Il Piano di emergenza ed evacuazione è parte integrante della relazione tecnica di prevenzione incendi e derivazione dei documenti di Valutazione dei rischi e di valutazione del rischio incendio.

Lo scopo del Piano di Emergenza ed Evacuazione e il raggiungimento di zone sicure da parte di tutto il personale presente in caso di gravi pericoli, è un costante obiettivo da perseguire da parte di ogni livello della funzione aziendale. Le aree di lavoro e gli accessi, devono essere costantemente verificati ed aggiornati affinché rispettino, oltre alle norme di legge, quelle di buona tecnica e le indicazioni emerse dall'analisi e dalla valutazione dei rischi, effettuata dal Servizio di Prevenzione e Protezione di concerto con i responsabili dell'attività operativa.



       DOCUMENTO VALUTAZIONE RISCHIO STRESS CORRELATO


La valutazione si articola in due fasi: una necessaria (la valutazione preliminare); l’altra eventuale, da attivare nel caso in cui la valutazione preliminare riveli elementi di rischio da stress lavoro-correlato e le misure di correzione adottate a seguito della stessa, dal datore di lavoro, si rivelino inefficaci.

La valutazione preliminare consiste nella rilevazione di indicatori oggettivi e verificabili, ove possibile numericamente apprezzabili (indici infortunistici, turnover, presenza di conflittualità, etc...).

Ove dalla valutazione preliminare non emergano elementi di rischio da stress lavoro-correlato tali da richiedere il ricorso ad azioni correttive, il datore di lavoro sarà unicamente tenuto a darne conto nel Documento di Valutazione del Rischio (DVR) e a prevedere un piano di monitoraggio.

Diversamente, nel caso in cui si rilevino elementi di rischio da stress lavoro correlato tali da richiedere il ricorso ad azioni correttive, si procede alla pianificazione ed alla adozione degli opportuni interventi correttivi (ad esempio, interventi organizzativi, tecnici, procedurali, comunicativi, formativi, etc). Ove gli interventi correttivi risultino inefficaci, si procede, nei tempi che la stessa impresa definisce nella pianificazione degli interventi, alla fase di valutazione successiva (c.d. valutazione approfondita).

La valutazione approfondita prevede la valutazione della percezione soggettiva dei lavoratori, ad esempio attraverso differenti strumenti quali questionari, focus group, interviste semistrutturate, sulle famiglie di fattori/indicatori di cui all'elenco sopra riportato. Tale fase fa riferimento ovviamente ai gruppi omogenei di lavoratori rispetto ai quali sono state rilevate le problematiche. Nelle aziende di maggiori dimensioni è possibile che tale fase di indagine venga realizzata tramite un campione

rappresentativo di lavoratori. Nelle imprese che occupano fino a 5 lavoratori, in luogo dei predetti strumenti di valutazione approfondita, il datore di lavoro può scegliere di utilizzare modalità di valutazione (es. riunioni) che garantiscano il coinvolgimento diretto dei lavoratori nella ricerca delle soluzioni e nella verifica della loro efficacia.



       MICROCLIMA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO


Il microclima é l’insieme dei fattori (es. temperatura, umidità, velocità dell’aria) che regolano le condizioni climatiche di un ambiente chiuso o semi-chiuso come ad esempio un ambiente di lavoro. Considerando che la maggior parte della popolazione urbana trascorre il 75-80% del tempo all'interno di edifici chiusi, è facilmente intuibile quale importanza rivesta la qualità del microclima per il benessere dell'uomo.

L'organismo umano deve mantenere sempre una costanza termica; variazioni della temperatura oltre i normali limiti determinano sofferenze delle principali funzioni fisiologiche con ripercussioni più o meno gravi sulle capacità lavorative e, in condizioni estreme, a manifestazioni patologiche.




      VALUTAZIONE RISCHIO CAMPI ELETTROMAGNETICI IN AMBIENTE DI LAVORO 


Il rischio da campo elettromagnetico è classificato come un Rischio per la salute tra i rischi igienico-ambientali all'interno della classe "Agenti Fisici", nell'ambito delle "Radiazioni non Ionizzanti", che comprendono una parte dei raggi ultravioletti, le microonde, le radiofrequenze, i raggi infrarossi, i raggi X ed i raggi laser. La valutazione dei rischi è l'esame sistematico di tutti gli aspetti attinenti il lavoro a partire dall'individuazione delle cause probabili di lesione o danno, al fine di eliminare il rischio o, in alternativa, di ridurlo ad un livello accettabile.

Anche per il rischio da campi elettromagnetici è importante determinare il percorso che parte dalle cause più frequenti di esposizione, fino alle sorgenti di pericolo, alle classi di lavoratori più esposti al rischio.




      DOCUMENTO UNICO VALUTAZIONE RISCHI INTERFERENZA

Il DUVRI è il documento unico valutazione rischi interferenze ed è obbligatorio per il D.Lgs 81/2008 e s.m.i.

Le interferenze vengono definite come tutti quei pericoli causati da un'attività svolta all'interno di una determinata azienda, da parte di una ditta esterna.

Secondo la determinazione per “interferenze” si intendono “le circostanze nelle quali si verifica un contatto rischioso tra il personale del committente e quello dell’appaltatore o tra il personale di imprese diverse che operano nella stessa sede aziendale con contratti differenti”.




       POS (PIANO OPERATIVO DI SICUREZZA)


Il POS, Piano operativo di sicurezza è il documento che il datore di lavoro deve redigere in ogni cantiere in cui egli stesso e quindi la propria ditta si vedranno occupati. È un documento essenziale, che deve essere redatto in collaborazione con il proprio RSPP e comunicato e condiviso con il RLS. È quindi un documento indispensabile, che ogni datore di lavoro di ogni impresa deve essere in grado di scrivere e preparare.

Questa la definizione che ne dà il Testo unico sulla sicurezza sul lavoro: “Piano operativo di sicurezza: il documento che il datore di lavoro dell’impresa esecutrice redige, in riferimento al singolo cantiere interessato”.

“Il POS é redatto a cura di ciascun datore di lavoro delle imprese esecutrici, ai sensi dell’articolo 17 del presente decreto, e successive modificazioni, in riferimento al singolo cantiere interessato.